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Pendolari a teatro

Sabato 17 Ottobre 2009, 07:07 in pendolari di
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A Milano dal 20 ottobre all'8 novembre va in scena "Pendolari", spettacolo scritto e diretto da Mimmo Sorrentino con Adriana Busi, Luca Cavalieri, Simone Tiraboschi, Jacopo Zerbo, musiche di Andrea Taroppi, scene e costumi di Rosanna Monti.

Lo spettacolo si terrà al CRT Salone in via Ulisse Dini 7 (MM 2 Abbiategrasso - uscita via Palanti, tram 3, 15, autobus 79) il martedì, il mercoledì e il giovedì alle 21, il venerdì alle 21.30, il sabato alle 19.30 e la domenica alle 16. Per informazioni e prenotazioni: tel. 02 89011644, e-mail: promozione@teatrocrt.it.

Lo spettacolo è inserito nell'abbonamento "Invito a Teatro".

Scrive l'autore: "Per tre anni ho intervistato pendolari, li ho spiati e ho fatto il pendolare anche io. Si entusiasmavano quando dicevo loro che stavo raccogliendo del materiale per mettere in scena uno spettacolo che li raccontasse. Ritenevano fosse giusto raccontare la loro tragedia. Desideravano che la si raccontasse. Per questo non esitavano a rispondere alle mie domande. Ma raccontavano poco e quasi sempre senza particolari. Non è che non ricordassero. Ricordavano. Ma non avevano le parole per raccontare. Era come se le parole si fermassero sulla punta della lingua. E lì rimanevano, come un brufolo, un taglietto, un residuo di cibo che resta tra i denti e non si riesce a togliere nemmeno con lo stuzzicadenti. Un fastidio che non c'era verso di eliminare. Così dopo un po' l'entusiasmo passava. La disponibilità veniva meno. Le voci meno squillanti. I silenzi più lunghi. E il fastidio diventava dolore. Dolore silenzioso. Dolore poco adatto ad uno spettacolo teatrale. Come poco adatte per uno spettacolo teatrale erano le loro azioni. Credo sia anche per questa assenza di spettacolo (proprio tra l'altro della tragedia contemporanea, che non ha la forza di esplodere e si lascia corrompere dalla banalità), che per tre anni ho cercato una lingua per raccontarli senza mai trovarla. Ma non ho mai smesso di cercarla perché forte era in loro, e anche in me, il desiderio di essere narrati: era giusto farlo. Come al solito sono andato avanti di domanda in domanda. Mi era chiaro che le persone incontrate sul treno erano in perenne attesa di qualcosa, ma non capivo di cosa. Qualcuno di un trasferimento, certo, ma il trasferimento era l'abito dell'attesa, il suo apparire, non la sostanza. Poi ho formulato in modo diverso la domanda: a cosa gli serve l'attesa? Rispondere è stato molto semplice: serve a coprire l'insopportabile verità che tutto in realtà è già successo, che il futuro è già stato e non può tornare. E, come spesso accade, quando le cose semplici restano incomprese e inespresse per mesi e mesi e vengono alla luce della coscienza dopo una fatica così lunga e assurda, non danno piacere. La mia scoperta era bella, ma invecchiata. Apparteneva a 'quel già tutto è successo', proprio della tragica esistenza dei pendolari incontrati. Quel nessun piacere per quella semplice scoperta in realtà non era altro che la condizione esistenziale dei pendolari. La loro tragedia mi apparteneva. Forse è per questo che ho trovato tanta difficoltà a raccontarla ed è forse è per questo che non ho mai smesso di cercare il linguaggio per raccontarla. Forte però era in loro, e anche in me, il desiderio di raccontarli, perché era giusto farlo. Giusto dare voce alla loro tragedia che non ha la forza di esplodere, perché troppo misera per manifestarsi. Una tragedia che si lascia corrompere dalla banalità. Una perenne attesa non si sa bene di cosa, funzionale a coprire quell'insopportabile verità che già tutto in realtà è successo. Una tragedia che altro non è che la nostra condizione umana. Ed è questo che si racconta con Pendolari".

Mimmo Sorrentino, drammaturgo e regista, si ispira ad un metodo proprio delle scienze sociali: l'osservazione partecipata. Questo metodo di lavoro è stato oggetto di studio presso la cattedra di storia del teatro dell'Università di Pavia e oggetto di molte tesi di laurea. Nei suoi lavori e nelle sue ricerche coinvolge attori, studenti, disabili, tossicodipendenti in recupero, alcolisti, anziani, extracomunitari, abitanti delle periferie del nord Italia. Persone molto lontane dalle accademie teatrali, come non teatrale è stata la sua formazione. I suoi maestri sono stati Norberto Bobbio, Danilo Dolci, Italo Mancini, Vittorino Andreoli e Piergiorgio Odifreddi.

Il Crt, Centro di Ricerca per il Teatro, da anni produttore dei suoi più fortunati lavori, ha deciso di dedicargli una rassegna ospitando nella storica sede del Crt Salone i suoi più fortunati lavori, come Fratello Clandestino e Ave Maria per una gattamorta e scommettendo anche sui suoi prossimi spettacoli pronti al debutto come Pendolari e Vado via, quest'ultimo prodotto insieme alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi. Si inizia proprio con Pendolari il 20 ottobre (fino all'8 novembre) per poi proseguire con Fratello Clandestino (11-22 novembre) e Ave Maria per una gattamorta (25 novembre-3 dicembre) prima di chiudere con Vado via (9-21 febbraio 2010). Il Crt per facilitare la visione di tutti gli spettacoli di Mimmo Sorrentino ha pensato anche ad un mini abbonamento valido per tutta la rassegna.

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